Ucraina. Fumarola: a quattro anni dall’invasione la nostra solidarietà non arretra. Difendere Kiev significa difendere l’Europa
«A quattro anni da quella drammatica alba che ha cambiato per sempre il volto dell’Europa e dell’ordine internazionale, la CISL ribadisce, con la stessa chiarezza e la stessa convinzione del primo giorno, il proprio pieno e incondizionato sostegno al popolo ucraino». Così Daniela Fumarola in occasione del quarto anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte delle forze armate russe.
«Auspichiamo una ripresa dei colloqui di pace nelle prossime settimane con l’obiettivo di far cessare la voce delle armi, dando il via ad un percorso di ricostruzione dello stato di diritto. Un obiettivo che per noi presuppone la “non terzietà”, il rifiuto che la CISL ha sempre opposto, e che oggi confermiamo, ad una logica di equidistanza tra aggressore e aggredito. Una logica che non è neutralità, ma un torto morale.
La Russia ha scelto la guerra. L’Ucraina ha scelto di resistere. Questa differenza non può essere offuscata da nessuna narrazione, da nessuna pressione, da nessuna stanchezza collettiva», avverte Fumarola.
«Come sindacato che affonda le proprie radici nei valori della resistenza, della solidarietà, della democrazia e della libertà, non possiamo tacere di fronte a chi bombarda civili, scuole, ospedali, infrastrutture; a chi lascia al buio e al gelo una popolazione inerme.
Un dovere che sentiamo nei confronti di questo popolo straordinario e coraggioso, ma che riguarda anche il destino stesso dell’Unione Europea e i valori fondanti su cui essa è stata costruita. Il rispetto dello stato di diritto, della democrazia, della libertà, non sono concetti astratti: sono il patrimonio che le generazioni precedenti ci hanno consegnato dopo secoli di guerre e totalitarismi. Permettere che vengano calpestati alle porte dell’Europa significherebbe tradire quella storia e ipotecare il futuro delle prossime generazioni.
Per questo chiediamo all’Italia e all’Unione Europea di mantenere fermo il sostegno politico, umanitario ed economico all’Ucraina, contrastando ogni tentativo di minare la coesione europea e la solidarietà verso Kiev.
La CISL c’era quattro anni fa, c’è oggi e ci sarà fino a quando l’Ucraina non potrà finalmente tornare a vivere in una pace sicura, fondata sulla giustizia e l’autodeterminazione. Con la consapevolezza che difendere la libertà di Kiev, oggi più che mai, significa difendere
la democrazia e il patrimonio di valori e civiltà che appartengono alla nostra storia».
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